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Fiat-Chrysler, ok all'alleanza.
Marchionne: «Pietra miliare»

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20 gennaio 2009

Le trattative per un'alleanza Fiat-Chrysler anticipate lunedì dai giornali online a partire da Automotive News e confermate martedì in tarda mattinata dalle società, sono ora ufficiali. Il Lingotto e Cerberus Capital management (azionista di maggioranza della casa automobilistica americana) hanno ufficilizzato la firma di un accordo preliminare non vincolante per stabilire un'alleanza strategica globale». L'accordo, che dovrebbe essere formalizzato ufficialmente entro la fine di aprile, dovrebbe vedere l'ingresso della casa torinese con una partecipazione azionaria nell'azienda americana, inizialmente pari al 35%. Ma il Lingotto potrebbe salire ulteriormente, ha detto il vice presidente John Elkann. L'alleanza non prevede investimenti cash in Chrysler da parte di Fiat e nemmeno un impegno a sostenere finanziariamente l'azienda Usa in futuro.

La finalizzazione dell'alleanza, spiega Fiat, è soggetta a due diligence e approvazione da parte delle autorità regolamentari, tra cui il Dipartimento del Tesoro americano. In base all'intesa raggiunta, Fiat contribuirà all'alleanza con attività strategiche, tra le quali: condivisione di prodotti e piattaforme, inclusi quelli destinati ai veicoli dei segmenti city e compatti, per ampliare l'attuale gamma dei prodotti di Chrysler; condivisione di tecnologie, comprese quelle relative a motori ecologici ed a basso consumo; accesso a nuovi mercati, compresa la distribuzione di veicoli Chrysler in paesi al di fuori del Nord America.

«L'iniziativa rappresenta una pietra miliare nello scenario in rapido cambiamento del settore automotive e conferma l'impegno e la determinazione di Fiat e Chrysler nel continuare a giocare un ruolo significativo nel processo globale» ha detto il numero uno di Fiat, Sergio Marchionne.
«È una combinazione ideale in quanto crea il potenziale per un nuovo e forte concorrente a livello globale, dando a Chrysler numerosi benefici strategici, tra cui l'accesso a prodotti che completano il nostro attuale portafoglio prodotti; una rete di distribuzione al di fuori del Nord America e risparmi sui costi nella progettazione, ingegnerizzazione, produzione, acquisto, vendita e marketing» ha sua volta commentato Bob Nardelli, presidente e amministratore delegato della Chrysler LLC, all'intesa raggiunta col Lingotto.

L'intesa raggiunta tra Fiat e Chrysler è «una notizia positiva, costruttiva. Vuol dire che qualcuno si aiuta da solo» ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

Il titolo Fiat, che nella scorsa seduta ha perso terreno in Borsa (-4,88% a 4,48 euro, ieri), è stato sospeso in Borsa per rientrare alle 13,30 segnando un guadagno iniziale del 3,5%, poi progressivamente aumentato.

20 gennaio 2009
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